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La pelle e la psoriasi

La cute, il confine che ci delimita e fa di noi un'unità, rappresenta la parte visibile del nostro corpo, esprime la nostra individualità, è la preziosa pergamena sulla quale, inconsapevoli, scriviamo ogni giorno la nostra storia. È il biglietto da visita della nostra interiorità e della nostra personalità: attraverso il rossore, il pallore, la sudorazione… si rivela uno specchio in cui uno sguardo attento può cogliere lo stato d'animo e le fantasie, i segreti e le paure.

Lo specchio dell'anima

La cute rappresenta la nostra identità. Oltre che rendere visibile all'esterno la forma del nostro corpo, la pelle, attraverso i segni che porta su di sé, esprime bene le nostre caratteristiche individuali. Le impronte digitali, le cicatrici, le rughe di espressione e i segni del tempo testimoniano il vissuto delle nostre esperienze e rivelano agli altri quella che è l'unicità del nostro essere.

La cute rappresenta il confine, costituisce un filtro e una barriera contro gli agenti nocivi, separandoci da ciò che sta all'esterno. In tal senso, simbolicamente, svolge un'importante funzione di limite e di perimetro che consente all'individuo di riconoscersi come essere distinto e delimitato. La cute è l'organo della comunicazione e della relazione. Facendosi carico di rendere evidenti all'esterno le risposte vascolari che segnalano situazioni emozionali interiori, essa rappresenta un importante mezzo di comunicazione interpersonale.

In particolare nel mondo animale, ma anche in quello umano, essa costituisce il sistema comunicativo deputato alla regolazione dei comportamenti aggressivi, sessuali e pulsionali, attraverso modificazioni nella sua forma e nel suo colore in parti specifiche del corpo. Nelle tribù primitive, inoltre, la cute e i suoi annessi, variamente colorati, trattati e adornati, svolgevano un ruolo comunicativo, con significati simbolici legati a situazioni magiche, terapeutiche e sociali. Attraverso la cute il corpo emana il proprio odore che ha un suo codice di riconoscimento e una sua “marcatura” personale, in rapporto anche agli stati d'animo.

L'odore della pelle è in grado di influenzare il comportamento dell'altro e segnare profondamente la relazione interpersonale. La cute è inoltre strettamente legata alla sessualità. Grazie anche alla ricca e complessa innervazione sensoriale, è un organo altamente erogeno, soprattutto in zone come la bocca, i genitali, il seno, zone in cui il tatto, con tutte le sue sfumature di dolcezza e sensualità, esprime il linguaggio privilegiato dell'intimità.

Psoriasi, la corazza delle emozioni.

La psoriasi rappresenta la difficoltà di comunicare le emozioni. Un'area più o meno grande di cute, nella psoriasi in fase quiescente, è ispessita e ricoperta da squame grigiastre compatte, che impediscono a quel tratto di pelle di operare scambi fisiologici con l'esterno. In chiave analogica ciò significa che una persona ha dei punti in cui si sente strutturalmente fragile e in questi mette una” toppa” o una “corazza” al fine di ridurre gli scambi emotivi con l'esterno, percepiti come pericolosi. Tuttavia, la lesione conosce fasi di ricostruzione, nelle quali la corazza si riduce e lascia il posto a un eritema acceso che brucia e prude, e che assomiglia a una “brace” in mezzo alla cenere.

Simbolicamente cioè, la pulsione a lasciar fluire le emozioni tenta di farsi largo fra le difese che la persona ha messo tra sé e il mondo. Le persone affette da psoriasi hanno in comune alcuni tratti importanti:
–per quanto possano sembrare socievoli, non mettono mai in gioco, nella relazione, il loro nucleo profondo: l'interlocutore, anche il partner, sente che “oltre un certo punto” essi non permettono di entrare e che non si mettono mai in gioco del tutto;
–fanno fatica a esprimere le emozioni in modo diretto e lineare, e altrettanta ne fanno per accettarle dall'esterno senza mediazioni verbali che ne riducano l'intensità e l'immediatezza;
–si percepiscono fragili in alcuni ambiti (soprattutto affettivi), e per non affrontare il problema si dichiarano indipendenti, senza accorgersi di cadere spesso in un atteggiamento di continua richiesta di supporto.

Il problema centrale dunque – la vulnerabilità – viene risolto eludendolo e lasciandolo immutato. Il tutto, ovviamente, in modo inconscio. Quando l'energia che si esprime nell'eritema viene “coperta” dalla corazza, finisce per spingersi in profondità, dove si trasforma in intensi episodi di cefalea o di colite, a testimonianza di come essa contenga un'energia incomprimibile che cerca comunque di essere elaborata ed espressa.

L'estensione della psoriasi è in proporzione alla insicurezza che la persona sente di avere: tentare di eliminare drasticamente il sintomo (la psoriasi), quando è esteso, è pericoloso e mette a rischio di forti disagi psichici (ansia e talora episodi psicotici), perché la malattia è evidentemente l'unico modo che la persona ha trovato per stare in equilibrio nel mondo. Va quindi rispettato. La psoriasi esprime, in ultima istanza, un problema di identità. Per questo in taluni casi può essere letta come un tentativo di cambiare pelle, come fa il serpente, alle cui squame viene affiancata per similitudine la lesione psoriasica.